Il flop viene declinato in molti modi. Boomerang, sconfitta, disfatta. Avere toccato appena il 30 per cento dei votanti, venti punti lontani dal quorum, ha reso i cinque referendum proposti dalle opposizioni e dalla Cgil come un fallimento strategico. Ma sostenere che a uscirne frantumato è il cosiddetto «campo largo», ossia l’asse tra Pd e M5s, più addentellati della sinistra ecologista, potrebbe risultare riduttivo. E non perché non sia vero che senza le componenti moderate le sinistre e i Cinque Stelle non sfondano.