Al quorum Elly Schlein non ha mai creduto. Lo stesso dicasi per Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte (che infatti, soprattutto all’inizio, si è tenuto più defilato rispetto alla segretaria del Pd). I tre leader del «Campo stretto» hanno votato in mattinata. Alle due e mezzo del pomeriggio i sondaggisti e gli esperti hanno confermato: missione quorum fallita. Ora Schlein dovrà tenere a bada i riformisti dem, che sollecitano un confronto in direzione e i leader del «Campo stretto» dovranno prendere atto di un dato di fatto che il 7 giugno a San Giovanni avevano trascurato: Pd, M5S e Avs da soli non bastano se si vuole la rivincita alle prossime politiche.
Ma Schlein, ancor prima di parlare ieri con i sondaggisti, aveva già impostato la strategia per contenere i danni. Strategia che non può utilizzare Maurizio Landini, perché per il segretario della Cgil era tutta questione di quorum. È lui il grande sconfitto di questi referendum. E forse archiviare per sempre le possibili future velleità politiche del leader sindacale non risulta troppo sgradito alla segretaria dem.










