“Bene l’inserimento dei test genomici per il carcinoma mammario ormonoresponsivo in stadio precoce nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Gli ultimi due Dpcm già prevedono l’introduzione di questi esami prognostici nelle prestazioni sanitarie, che ora devono essere garantiti sull’intero territorio nazionale. Il nostro auspicio è che il provvedimento sia presto approvato, pubblicato in Gazzetta e soprattutto reso effettivo in tutti e 21 i sistemi sanitari del nostro Paese”. Questo il messaggio chiaro e forte lanciato dagli oncologi italiani durante il Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso in questi giorni a Chicago. Un’occasione prestigiosa per ribadire un impegno imprescindibile: portare a compimento l’aggiornamento dei Lea.
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01 Giugno 2025
Oncologia di precisione: un passo avanti
“Da questo importantissimo palcoscenico internazionale rinnoviamo il nostro appello alle Istituzioni italiane per un rapido aggiornamento dei Lea”, afferma Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom/Associazione Italiana di Oncologia Medica. L’ultimo aggiornamento risale al lontano 2017, e i due decreti presidenziali vanno finalmente nella giusta direzione per potenziare l’oncologia di precisione. Quando il provvedimento sarà approvato, rappresenterà un’ulteriore garanzia: tutte le donne potranno finalmente accedere a esami di fondamentale importanza. I test genomici devono essere sempre utilizzati, in alcuni casi specifici di tumore mammario, per ottenere una selezione più accurata delle terapie. In Italia dovrebbero essere prescritti ogni anno a oltre 10mila donne colpite da tumore del seno. Sono esami in grado di valutare, dopo un intervento chirurgico, se sia necessario ricorrere alla chemioterapia in aggiunta all’ormonoterapia”.








