Ampliare l’attuale fondo destinato ai test genomici per consentire l’accesso equo a tutte le 13 mila pazienti che potrebbero trarne un beneficio. Ossia, quasi una su quattro. Con un risparmio non indifferente anche per il sistema sanitario. A sottolineare la necessità di aumentare lo stanziamento da 20 milioni di euro (istituito nel 2020) è Giampaolo Bianchini, Responsabile dell’Oncologia Mammaria nel Dipartimento di Oncologia Medica dell’Irccs Ospedale San Raffaele e professore all’Università Vita-Salute San Raffaele: “Secondo alcune stime dovrebbero essere aggiunti altri 5 milioni di euro alle risorse previste - spiega - Cinque anni fa le pazienti potenzialmente eleggibili erano infatti stimate in circa 10 mila. L’aumento del numero è legato sia all’aggiornamento dei criteri di rimborsabilità sia a un maggiore utilizzo dei test anche nei centri oncologici più piccoli”.
Servono screening per il polmone e test genomici per il seno. Ma i soldi non ci sono
09 Novembre 2025
Meno chemioterapia, più appropriatezza
Parliamo di strumento che consente di personalizzare le cure, aiutando i medici a stabilire per quali pazienti con tumore al seno di tipo ormonale in stadio iniziale (che rappresenta la maggior parte dei casi) sia possibile evitare la chemioterapia. Un trattamento che, pur restando fondamentale per molte, è associato a effetti collaterali importanti e a costi significativi per il Servizio sanitario nazionale. L’impatto clinico è rilevante. “Complessivamente, fino a 6.000 pazienti ogni anno solo in Italia potrebbero evitare la chemioterapia”, sottolinea l'oncologo.








