Una notizia a lungo attesa: i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) sono stati approvati dalla Conferenza Stato Regioni. Molte le novità, tra cui quelle che riguardano nuovi test genetici e diagnostici, gli screening oncologici e i tumori correlati alle mutazioni Brca. Un aggiornamento importante che arriva dopo uno stallo di circa 2 anni, e a cui va il plauso della ConFederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi (Foce): “Apprendiamo con grande soddisfazione che i nuovi LEA, su cui Foce ha fornito al Ministero della Salute la sua collaborazione clinico-scientifica, sono stati approvati dalla Conferenza Stato-Regioni - ha dichiarato Francesco Cognetti, Presidente della confederazione - Il complesso di questi provvedimenti dovrà ora pervenire alle Commissioni Parlamentari competenti e poi essere pubblicato finalmente sulla Gazzetta Ufficiale”.

Tumori: aggiornare subito i Lea per garantire test molecolari a 87.000 pazienti ogni anno

28 Aprile 2025

Le novità nell’oncologia

Questo aggiornamento si riferisce a numerose modifiche quali l’ampliamento di screening preventivi, nuove preparazioni sanitarie, aggiornamento in tema di esenzione, introduzione di nuove tecnologie e ausili terapeutici nonché lo screening e la sorveglianza attiva per i tumori della mammella e dell’ovaio in persone con mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2. “Il target stimato ammonta a circa 10 mila donne l’anno - prosegue Cognetti - È prevista anche l’esecuzione di 45 pannelli standard o avanzati di test molecolari per la ricerca di mutazioni in 22 tumori solidi ed ematologici. Si tratta di esami per verificare l’uso di 62 farmaci a bersaglio molecolare che sono disponibili da diversi anni e che in studi clinici hanno mostrato un importante impatto sulla sopravvivenza e sono inoltre già stati approvati e rimborsati dall'Agenzia Italiana del Farmaco”. Le novità riguardano anche i test genomici da utilizzare nel carcinoma mammario ormono-responsivi in stadio precoce per la scelta del migliore trattamento adiuvante successivo alla chirurgia con la possibilità di evitare, in una percentuale molto elevata di donne, la somministrazione della chemioterapia.