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30 MAGGIO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:12

Per descrivere la situazione di casa Juventus, le parola migliore è forse bilancio. Prima, quello del campo: Tudor, da quando è arrivato in bianconero, ha portato a casa 5 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta. Tanto gli è bastato per permettere alla squadra di centrare la qualificazione in Champions League e raddrizzare (leggermente) una stagione con ben altre aspettative. Ma se si scava un po’ di più, si vede che il bilancio di Tudor alla Lazio, in nove partite, è stato identico: 5 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta. Indicativo? Forse. Ma se i bianconeri avevano pensato a (per non dire trattato con) Conte per la prossima stagione, vuol dire che ritenevano in qualche modo questa la dimensione di Tudor. E volevano superarla.

All’altro bilancio si arriverà fra poco. Perché prima bisogna parlare anche di dietrofront. Uno è quello proprio di Tudor, che dopo le parole post Venezia sembrava non voler andare nemmeno al Mondiale per Club. Il giorno dopo ha ritrattato tutto, probabilmente su (saggio) consiglio del suo agente, Seric, che ha intuito come in realtà il percorso del suo assistito a Torino forse non era così alla fine come si riteneva. Perché l’altro dietrofront è stato quello di Conte: l’incontro di mercoledì con De Laurentiis ha sortito gli effetti sperati per il Napoli, con l’allenatore che resterà alla guida degli azzurri anche per la prossima stagione. E la Juve? Ora deve rivedere tutto. Ed è già in ritardo.