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23 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:50
Tutto sommato la prestazione al Bernabéu c’è stata. Anche Tudor non lo nasconde nel postpartita: “Meritavamo almeno un gol, i ragazzi sono dispiaciuti, perché c’è stato l’approccio, peccato”. Contro il Real Madrid la Juventus ci ha provato per davvero. Le occasioni (sprecate) e alcuni segnali positivi – dopo l’insufficiente prova di Como – ci sono stati. Poi Di Gregorio ha salvato in più occasioni il risultato. E lo sviluppo del gol dell’1-0 (di Bellingham), con la mancata pressione su Vinícius, è sicuramente rivedibile. Ma il vero problema è un altro. Quando tornerà il gol? La fase offensiva continua a essere sterile e inconcludente. L’ultima formazione bianconera a non aver segnato per tre partite di fila contava – nel pieno della sua banter era – su Krasić e Sørensen in fascia e sulla coppia Matri-Toni in attacco. Cambiano gli interpreti, ma non il risultato. E la mancanza di un vero leader si fa sentire: “Tutti quanti devono esserlo. Da quel punto di vista siamo un po’ sotto ciò che vorrei”, ha ammesso l’allenatore croato a fine gara. “La maglia della Juventus pesa, noi dobbiamo crescere da quel punto di vista. Si è costruita una squadra nuova tutta insieme ed è mancato un po’ il peso dei campioni che di solito si trovano in spogliatoio”. Ma c’è qualcosa di più.











