(dell'inviata Alessandra Magliaro) Un "road movie in cui nulla doveva veramente accadere ma tutto doveva vivere sullo schermo" dice Mario Martone offrendo una prima chiave di lettura di Fuori, unico film italiano in lizza per la Palma d'oro, oggi in anteprima mondiale al festival di Cannes e dal 22 maggio in sala con 01.

Con l'ispirazione di una base letteraria, la sceneggiatrice Ippolita De Majo ha dato forma ad una "ossessione Goliarda Sapienza che ci aveva investito da anni - racconta all'ANSA Martone - e che per un incrocio davvero magico ha coinvolto Valeria Golino, a sua volta legata alla scrittrice.

Così mentre noi immaginavamo un film su di lei abbiamo saputo che Golino aveva preso i diritti dell'Arte della Gioia di Goliarda Sapienza per la serie e il film che poi ha fatto e ci siamo ripromessi di lavorare insieme".

Una fascinazione dovuta a molti motivi, sottolinea il regista: "Goliarda era una persona particolare, il suo percorso difficile, ricordiamoci che è stata sottoposta anche ad elettroshock, la sua grande curiosità e la sua scrittura speciale ci evidenziano che nessuno si salva da solo e questa è una grande verità ma che nessuno si salva senza l'immaginazione. L'immaginazione è qualcosa che ti restituisce a te stesso. Siamo imprigionati più o meno letteralmente da molti recinti, ci si salva con l'immaginazione è la lezione di Goliarda e penso che sia anche un gesto politico".