E'proprio vero che, anche in tempi di globalizzazione spinta, le barriere culturali e linguistiche portano a vedere un film o interpretarne il senso in modo profondamente diverso a seconda dell'estrazione e della formazione di chi vede e ne scrive.

Così accade che il nuovo film di Mario Martone, "Fuori" sia stato compreso e generalmente amato dalla critica europea; guardato con attenzione, ma scarsa comprensione, da chi si è formato in altri contesti. Generale è comunque il plauso per le attrici, con Matilda De Angelis ("una scoperta") e Valeria Golino ("brilla di luce propria") sugli scudi e una menzione speciale anche per Elodie, per la prima volta vista al cinema dalla maggior parte della critica internazionale.

Ecco un breve excursus delle critiche più significative apparse oggi sulla stampa straniera:

"'Fuori' vale la pena! - titola l'autorevole Libération - E' dunque questo ciò che si insinua nel nuovo film di Mario Martone : l'arte della gioia o la gioia dell'arte? E' qualcosa che va al di là del racconto biografico, supera il semplice fatto narrato e anima il tutto di una fluidità romanzesca, una dimensione sensoriale che riscalda e rigenera all'ottavo giorno di festival". Per Screen Int'l, una delle riviste di settore più lette, "questo è in fondo un film estivo, ma un film tagliente.