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Negli ultimi giorni il governo israeliano di Benjamin Netanyahu ha fatto annunci e azioni apparentemente contraddittori. Dopo giorni di intensi e devastanti bombardamenti della Striscia di Gaza che hanno ucciso centinaia di civili, ha avviato una nuova offensiva di terra chiamata “Carri di Gedeone”, che però è partita lentamente e impiega una quantità di mezzi e soldati limitata rispetto alle operazioni dei primi tempi della guerra.
Al tempo stesso, mentre colpisce duramente la Striscia, Netanyahu ha annunciato la ripresa dell’ingresso di cibo, dopo un blocco durato oltre due mesi che ha avuto conseguenze durissime per la popolazione civile. Anche in questo caso però è una ripresa molto limitata, che per ora ha consentito l’accesso di pochi camion. Questi due annunci servono a Netanyahu per accontentare due pubblici molto differenti, e hanno un unico scopo: prolungare la guerra a Gaza.
L’operazione “Carri di Gedeone” (che è un grande condottiero militare della Bibbia) serve ad accontentare e rabbonire gli alleati di destra radicale ed estremisti ebraici da cui il governo di Netanyahu dipende. Questi alleati vogliono che Israele torni a occupare militarmente la Striscia di Gaza, cosa che però l’esercito israeliano ritiene pericolosa e inutile. La nuova offensiva, che è lenta e non troppo massiccia, consente quindi a Netanyahu di tenere dalla sua parte la destra estremista, senza però impegnarsi in un’occupazione su larga scala, almeno per ora.














