Qui a Cannes, dove tutto è iniziato con la Camera d’or dell’esordio, era il 1995, torna Jafar Panahi a occupare d una sedia simbolicamente rimasta vuota durante gli anni della prigionia e del divieto di espatrio dall’Iran. Sette anni fa, qui al Festival francese, fu applaudito Tre volti, il suo film, come pure a tre anni fa era accaduto alla Mostra di Venezia con il bellissimo Gli orsi non esistono, girato in clandestinità e premiato con il premio speciale della giuria. Detenuto fino a febbraio 2022, Panahi, 64 anni, ha riavuto il permesso di uscire dal suo Paese nell’aprile del 2023, dopo quattordici anni.

Il cineasta è volato in Francia con la moglie per incontrare la figlia Solmaz, attrice e direttrice della fotografia. Era stata lei, nel 2018, a ritirare alla Croisette il premio per Tre volti. A simple accident, un semplice incidente, è il suo primo film post divieto. stato realizzato senza il permesso ufficiale di ripresa delle autorità iraniane.

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