Cannes – Jafar Panahi, finalmente libero dopo anni di prigionia e divieto di espatrio, è tornato al festival. Che è anche un po’ la sua casa. "Appena finirò qui tornerò in Iran. Non ci penso per nulla ad espatriare altrove – assicura – Tutti gli iraniani ogni giorno compiono gesti sovversivi per il regime, pensiamo alle donne iraniane che camminano nelle strade senza velo”.

Qui a Cannes, dove tutto è iniziato con la Camera d’or dell’esordio, era il 1995, il regista torna a occupare una sedia simbolicamente rimasta vuota durante gli anni della prigionia e del divieto di espatrio dall’Iran. Sette anni fa, qui al Festival francese, fu applaudito Tre volti, il suo film, come pure tre anni fa era accaduto alla Mostra di Venezia con il bellissimo Gli orsi non esistono, girato in clandestinità che ha ricevuto il premio speciale della giuria. Detenuto fino a febbraio 2022, Panahi, 64 anni, ha riavuto il permesso di uscire dal suo Paese nell’aprile del 2023, dopo quattordici anni.

Jafar Panahi a Cannes, il viaggio “col morto” un’accusa contro il regime

di Alberto Crespi

20 Maggio 2025