Dieci anni dopo Amatrice la parola più pericolosa è memoria. Non perché ricordare sia inutile, ma perché in Italia il ricordo rischia di diventare un alibi: una corona di fiori, una dichiarazione solenne e poi si torna a Roma, lasciando chi è rimasto a fare i conti con le case che non ci sono, i paesi ancora in rovina, gli abitanti ancora nei prefabbricati e i giovani che se ne sono andati.

Sono passati dieci anni dal terremoto che ha colpito Amatrice e con essa il cuore dell'Italia intera. Dopo tutto questo tempo, però, non &e...

La testimonianza di due anziani che vivono ancora nelle casette provvisorie, a un decennio dal sisma del 24 agosto 2016