“Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto, consapevoli del molto che è stato fatto, siamo ancora sospesi: ’Amatrice non c’è più e non c’è ancora”, ma pezzo per pezzo riappare, in uno sforzo che ha delle proporzioni gigantesche”. “Quando si rimane distanti gli uni dagli altri o quando non c’è ancora la piazza del paese è difficile, ma siamo sicuri che tornerà a essere piena di persone”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi celebrando la messa ad Amatrice, nell’ambito delle cerimonie per il decennale del terremoto dell’Italia centrale, che nella notte del 24 agosto del 2016 causò 299 vittime. “Dipende anche da ognuno di noi - ha sottolineato ancora Zuppi -. Non interessano polemiche, ma l’impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione e dalla creatività di ognuno. ’C’è molto da fare ma il peggio è alle spalle’”.
La partecipazione della premier Meloni
Alle cerimonie per il decennale ha presenziato anche la premier Giorgia Meloni, giunta in elicottero ad Amatrice dopo aver partecipato in videocollegamento da palazzo Chigi alla riunione della Coalizione dei Volenterosi sull’Ucraina. La premier ha preso parte alla prima delle due cerimonie, la deposizione della corona d’alloro al Monumento alle vittime presso il parco Don Minozzi; successivamente ha partecipato alla Santa Messa officiata dal cardinale Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, presso il campo sportivo di Amatrice. All’uscita dal parco Padre Minozzi, dove ha deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento ai caduti. la premier ha incontrato in forma privata i familiari delle vittime del terremoto, Con lei il commissario alla ricostruzione Guido Castelli e Paolo Trancassini.










