Esattamente dieci anni fa, alle 3 e 36 del 24 agosto, una scossa del sesto grado ha cancellato Amatrice, Arquata del Tronto ed Accumuli. Lo sciame sismico andrà avanti per due mesi con scosse che hanno distrutto Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita e poi Preci e Norcia. Il cratere più vasto d’Europa.

Oggi ad Amatrice andrà in scena per l’ennesima volta il «generale cordoglio» e ci sarà di picchetto anche «l’ufficiale sdegno» per i ritardi nella ricostruzione, anche se l’ultimo Commissario, senatore Guido Castelli, ha impresso una notevole accelerazione. Il 31 dicembre, dopo dieci anni, almeno burocraticamente cesserà l’emergenza sismica. Ma restano paesi che sono ancora solo una citazione geografica, restano 237 morti ad Amatrice, altri 70 nelle altre zone, restano 140 comuni colpiti. Ma non tutti allo stesso modo anche se per la legge sono tutti uguali. E questo è stato il primo «non ci sto» di un sindaco «scomodo», Sergio Pirozzi, che ha firmato una sua legge regionale da consigliere del Lazio. È la prima legge sul rischio sismico, sulla prevenzione e sulla semplificazione per la ricostruzione. L’hanno finanziata per due anni, poi tutto è finito sul binario morto, «eppure» , dice oggi Pirozzi, «sono convinto di avere salvato la vita a tanta gente nel Frusinate, perché se previeni il rischio, se anticipi gli eventi con la messa in sicurezza, se doti gli uffici di quel che serve e istruisci i cittadini eviti le tragedie e risparmi anche: l’Italia paga sempre a sciagura avvenuta, sarebbe meglio investire prima, spendendo molto meno, per evitarla. Avevo sperato che Fratelli d’Italia volesse portare la mia legge in tutte le Regioni per farne approvare di simili. Me lo avevano promesso, non è successo e questa è la più cocente delusione che ho avuto dalla politica». Pirozzi politica l’ha fatta da quando era ragazzino: «Beh per me l’impegno sul campo di calcio e nella comunità erano le due passioni vere: è rimasto il calcio. Anzi devo dire che il calcio mi ha permesso di fare politica. Quando ero sindaco di Amatrice l’appannaggio era di 600 euro al mese, così andavo allenando in giro per il Lazio: facevo il sindaco dalle 7 alle 9, poi partivo per Roma dove allenavo la Trastevere, squadra che mi ha dato tante soddisfazioni…».