A margine di una visita ai cantieri del Pigneto, il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini interviene sugli ultimi sviluppi legati all'inchiesta sull'attentato a Sigfrido Ranucci. “Io penso che, gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti fra i due personaggi, tra Ranucci e Lavitola, che erano rapporti costanti, amichevoli, evidentemente però qualche problema c'è stato, ecco io penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda, fino a che non verrà fatta totale e assoluta chiarezza”. “Io non penso - ha aggiunto - che gli italiani debbano pagare lo stipendio a qualcuno che è coinvolto in una vicenda torbida. Uscivano a pranzo, sicuramente non è stato lui, ieri vanno a Monteverde e lo arrestano, cercano mandanti scappati in Africa. Io penso che, ripeto, coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura, preoccupante, debbano prendersi una pausa. Quindi basterebbe togliere lui? No, ma io non ce l'ho con lui, però in questo momento io e lei lo stiamo pagando. Adesso emerge che uno dei suoi più cari amici è stato arrestato perché sarebbe stato il mandante; ecco, fino a che gli italiani che pagano questo stipendio non avranno chiarezza, io ritengo che sia utile aspettare che la magistratura faccia il suo corso".

Il nostro quotidiano ha chiesto al conduttore di Report il suo punto di vista su quanto accaduto. Le sue parole sono una dichiarazione esplicita di vendetta

Il vicepremier: "C'è stato un attentato? Solidarietà unanime, e sconcerto giustamente, da giornalista iscritto all'ordine, ma adesso…