IL leader della Lega: penso che gli italiani meritino chiarezza. L'avvocato del conduttore: lui tre volte vittima. Domani l'interrogatorio di garanzia di Lavitola

Meglio un Report senza Sigfrido Ranucci, almeno fino a quando non ci sarà chiarezza sull’attentato. A dirlo è il vicepremier Matteo Salvini, rispondendo a una domanda dei giornalisti: « Io penso che gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola io penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda». Poi il leader della Lega ha parzialmente corretto il tiro: «Sì, ma non ce l’ho con lui. Ripeto, credo che coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura debbano prendersi una pausa».

Ranucci, Salvini e Lavitola

Salvini ha aggiunto: «Adesso emerge che uno dei suoi più cari amici è stato arrestato perché sarebbe stato il mandante. Qualcuno ha sbagliato, ha sottovalutato, ha tramato? Fino a che gli italiani che pagano questo stipendio non avranno chiarezza, ritengo sia utile aspettare che la magistratura faccia il suo corso». Intanto l’avvocato Roberto De Vita, legale del conduttore di Report, dice che Ranucci «è tre volte vittima. Di un attentato grave e pericoloso, di un tradimento e di una strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati). E, in ultimo, con forse maggiore gravità di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico che con congetture e insinuazioni ha cercato di trasformare la vittima nel beneficiario più o meno consapevole dell’attentato».