Venezia – Nella conferenza stampa di apertura della Mostra l’attrice e la regista Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria di Venezia 83, aveva tentato la carta del sarcasmo. Alla domanda su come leggesse la bassa presenza di registe donne nella selezione in concorso aveva fatto una battuta: “Immagino che alla fine sia emersa l'idea che gli uomini facciano film migliori”.

Dopo aver consegnato il Leone d’oro a Woman unknown della regista danese May el-Toukhy il discorso torna lì e Gyllenhaal non può sottrarsi: “Non abbiamo premiato quel film perché firmato da una donna, ma perché un bel film. Vorrei soltanto celebrare un film davvero ben fatto, brillante, quasi un raggio laser, e giudicarlo per il bel film che è. Ci sono tanti film fatti da donne che non mi sono piaciuti, alcuni li ho davvero odiati", ha spiegato, "ho un unico voto, come ciascun membro di questa giuria, quindi tutte le decisioni che abbiamo preso sono sempre complesse, richiedono tante discussioni. Sono stanca di parlare dello stesso argomento ancora e ancora. Lo continuerò a fare ma, per un attimo, qui, in questo luogo straordinario vorrei concentrarmi sulla bellezza di questo lavoro”. Gyllenhaal ha spiegato anche che il regolamento della Biennale prevede che la giuria possa assegnare due riconoscimenti di cui uno è il Leone solo nel caso che il secondo premio sia stato assegnato all’unanimità. Quindi è stato detto chiaramente che la scelta dell’attrice danese Mathilde Arcel nel film Kvinde Ukendt – Woman unknown è stata totalmente condivisa: “Ci ha sbalorditi”.