Donne, donne, e ancora donne. La presidente della giuria Maggie Gyllenhaal è stata inflessibile e coerente. In una Mostra di Venezia scarsa di registe, il Leone d’oro è andato all’unico film in concorso diretto da una donna. “Woman Unknown” è firmato da May el-Toukhy, regista danese di origini egiziane. Racconta una cameriera che sta per sposare il padrone – nel 1945 i termini usati erano questi. Ma il suo passato non proprio esemplare torna alla luce. Siamo in Danimarca, quando alle donne che avevano avuto relazioni con i tedeschi si disegnava sulla schiena una svastica con la vernice rossa. La penuria di personaggi femminili da premiare ha fatto guadagnare all’attrice del film – la molto emozionata e sorpresa Mathilde Arcel – la coppa Volpi per la migliore interpretazione. Femminile, qui non siamo alla Berlinale o in altri festival woke dove non si fanno distinzioni.L’altra Coppa Volpi l’ha vinta il grande John Malkovich: meritatissima, ma considerato il clima e l’annuncio del direttore Alberto Barbera – “sarà una Mostra politica” – sospettiamo che abbia giocato a favore il personaggio. Un ex agente della Cia con l’Alzheimer, che spiffera i segreti del mestiere e racconta di aver assistito all’assassinio di JFK “from the other side”.L’agenda geopolitica continua con “Un bon petit soldat”, diretto dal francese Stéphane Brizé. Il momento “lavoro e sfruttamento” ai festival del cinema è roba sua. Qui sceglie come attrice Alba Rohrwacher, il film viene premiato per la sceneggiatura. Il Leone d’argento per la migliore regia va a “Dau” di Ilya Khrzhanovsky. 20 anni di lavoro per raccontare la vicenda di un brillante fisico greco in Urss. In un laboratorio di ricerca segreto e molto sorvegliato, per 40 anni è costretto a lavorare al progetto di una bomba atomica.Premio speciale della Giuria, più che prevedibile, a “Naza”. Interviste a militari protetti dall’anonimato che raccontano il lavoro sporco – la guerra lo è sempre – per stanare a Gaza soldati di Hamas e i loro fiancheggiatori. I registi – israeliani – sono Yuval Abraham e Rachel Szor. Lui acchiappa il microfono per denunciare “la de-umanizzazione dei palestinesi”. Lei non dice neppure una parola.
Donne a Venezia. Il Leone d’oro a “Woman Unknown”, la Coppa Volpi a Mathilde Arcel
John Malkovich miglior attore. A “Naza" il Premio speciale della Giuria. I vincitori dell’edizione 2026 della Mostra del Cinema










