HomePoliticaCentrodestra senza pace. Il nodo è su Strade Sicure. La Lega spinge, frena FdIIl Carroccio: "Subito 10mila militari in campo usando i profitti delle banche". Crosetto chiede più polizia. Da sciogliere anche la matassa del voto anticipato.Il Carroccio: "Subito 10mila militari in campo usando i profitti delle banche". Crosetto chiede più polizia. Da sciogliere anche la matassa del voto anticipato.Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLa premier Giorgia Meloni celebra a mezzo stampa l’unità della coalizione e sembra mordere il freno sul voto anticipato, dichiarando l’incompatibilità ad allearsi con chi non appoggia il patriottismo ucraino come l’ex generale Roberto Vannacci. Ma a poche ore dalle tensioni in Senato sulla riforma elettorale il clima interno alla maggioranza torna a surriscaldarsi su Strade sicure, riguardo cui la Lega entra in pressing per ottenere un incremento dei militari stanziati sul ministro della Difesa di FdI Guido Crosetto, che invece vorrebbe un aumento della presenza di polizia per ridestinare i soldati alle loro funzioni.
La questione riguarda l’operazione che dal 2008 (c’era il quarto governo Berlusconi con ministro della Difesa Ignazio La Russa) impiega le Forze Armate per presidi di prevenzione e sicurezza nelle città italiane. In commissione Difesa alla Camera è ferma da aprile una risoluzione del partito di Matteo Salvini per impegnare il governo a rafforzare la presenza dei militari. "Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni", sostiene la Lega, che per inciso lancia anche uno strale diretto alle riluttanze di Forza Italia in merito all’uso dei cosiddetti extra profitti: "La spesa – continua il Carroccio – potrebbe essere coperta dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana". L’obiettivo è che il governo porti "dagli attuali 6.800 a 10mila i soldati" impegnati in Strade Sicure, sostiene il primo firmatario della risoluzione, Eugenio Zoffili: "Auspichiamo il voto favorevole di tutta la maggioranza", dice, anche perché "ci sono ancora 61 capoluoghi di provincia senza il loro presidio".











