Continuano a tenere banco le tensioni nella maggioranza di Governo: dopo le incomprensioni sulla legge elettorale, ora la Lega parte all’attacco sul tema della sicurezza.

Il partito guidato da Matteo Salvini, che deve affrontare anche spigolose questioni interne, ha depositato una risoluzione, in votazione nei prossimi giorni, per impegnare il governo a rafforzare ed estendere l'operazione “Strade Sicure”. L’obiettivo è portare a 10mila i militari impegnati nel presidio delle strade, delle piazze e delle stazioni italiane. Nella nota si spiega che “attualmente, infatti, sono ancora scoperti ben 61 capoluoghi di provincia dal presidio armato di ragazze e ragazzi in divisa e, con una spesa contenuta di 109 milioni all'anno, si garantirebbe maggior sicurezza in tante città”. “Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni” ha aggiunto la Lega. “La spesa potrebbe essere coperta dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana”.

La risoluzione e le soluzioni di compromesso dentro il centrodestra

La calendarizzazione della risoluzione della Lega su “Strade Sicure” dovrebbe essere affrontata in commissione Difesa dall'ufficio di presidenza atteso per martedì 15 settembre. Il partito di Salvini la chiede con insistenza, da prima della pausa estiva, e la nota punta anche a mettere pressione sugli alleati per la ripresa dell'esame. Non è escluso, secondo fonti parlamentari, che all'interno del centrodestra si lavori a una soluzione di compromesso sul testo, che attualmente prevede l'impegno del governo “ad assumere iniziative al fine di aumentare il numero dei militari del contingente Strade Sicure per rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie, nei siti e luoghi sensibili”. Un tema caro al Carroccio e un’annosa questione che affonda le radici nel quarto governo Berlusconi.