La trasparenza sulla gestione dei beni confiscati nelle amministrazioni comunali italiane compie un netto passo in avanti. Su 1.174 Comuni destinatari di immobili sottratti alle mafie, ben 938 (pari al 79,8%) adempiono oggi all'obbligo di pubblicazione dell'elenco sul proprio sito internet. Soltanto 236 enti (il 20,2%) risultano ancora inadempienti. E' quanto emerge dalla quarta edizione di "RimanDATI", il report nazionale promosso da Libera in collaborazione con il Gruppo Abele, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino e con il contributo di Istat. Il monitoraggio è stato condotto grazie al lavoro di oltre 80 volontari in tutta Italia, formati per rilevare capillarmente il livello di trasparenza degli enti territoriali.
Un risultato che segna un tasso di crescita del 15% rispetto alla precedente edizione del monitoraggio (del 2024) e una svolta radicale rispetto al primo report del 2021, quando solo il 38% degli enti pubblicava tali dati e non esisteva ancora un modello di riferimento unico per il confronto. Buona anche la fotografia rispetto agli enti sovracomunali - si sottolinea in una nota - su 10 province e città metropolitane destinatarie di beni confiscati, solo la Provincia di Messina non pubblica gli elenchi mentre delle 6 regioni italiane destinatarie di beni confiscati, criticità sul piano della trasparenza per la Regione Calabria che non pubblica l'elenco dei beni confiscati e le relative informazioni mentre la Regione Sicilia e la Regione Lazio rendono disponibile l'elenco, ma con modalità che non consentono all'utenza di individuarlo e consultarlo con immediatezza.









