Più di otto Comuni pugliesi su dieci, destinatari di beni immobili sottratti alle mafie, sono in linea con gli obblighi di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito. Complessivamente, su 104 Comuni destinatari di beni confiscati sono 92 quelli che pubblicano i dati. È quanto emerge da Rimandati, il report nazionale promosso da Libera in collaborazione con il Gruppo Abele, il Dipartimento Culture, Politica e Società dell’Università di Torino con il contributo di Istat.

Il report di Libera ha visto due fasi di monitoraggio: una prima ricognizione, all’esito della quale erano 71 i Comuni che pubblicavano l’elenco (pari al 68,3%) dopo la quale, ai Comuni è stata inviata la domanda di accesso civico, con la richiesta di pubblicare o aggiornare gli elenchi. Nella seconda ricognizione si è passati a 92 Comuni, l’88,5%, con un incremento del 20%, oltre la media nazionale del 79,8%

Un approfondimento è stato fatto anche sulla modalità di pubblicazione dell’elenco. Solo il 48% utilizza il formato Open data, ottimale per la consultazione della cittadinanza. Il 48% usa il Pdf ricercabile che non rappresenta il formato più agevole nella consultazione dei dati, mentre il 4% dei Comuni usa ancora il Pdf scansione. Rispetto alle diverse categorie di informazioni, il 95% degli enti compila correttamente le informazioni sui dati catastali, il 97% sull'ubicazione del bene, mentre il 96% fornisce le informazioni sulla tipologia di bene immobile confiscato. Scende al 65% la pubblicazione dei dati sui concessionari che hanno in gestione il bene e solo il 50% fornisce informazioni rispetto alla durata dell’esperienza di riuso e quindi rispetto alla scadenza della concessione.