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La trasparenza sui beni confiscati alle mafie in Sicilia compie un passo in avanti, ma restano ancora 51 Comuni che non pubblicano sui propri siti l’elenco degli immobili sottratti alla criminalità. Sono 157 su 208, pari al 76%, gli enti siciliani che oggi rendono disponibili queste informazioni. Il dato emerge dalla quarta edizione di "RimanDati", il report di Libera sullo stato della trasparenza dei beni confiscati che ha visto due fasi di monitoraggio. Il risultato segna un miglioramento rispetto alla prima rilevazione: allora erano 128, il 61%, i Comuni che pubblicavano gli elenchi. Dopo il monitoraggio e l’invio delle richieste di accesso civico, il numero è salito di 29 enti.Non è però solo una questione di pubblicazione: resta da migliorare anche l'accessibilità dei dati. Tra i 157 Comuni adempienti, il 48% utilizza il formato Open Data, mentre il 46% pubblica un Pdf ricercabile e il 6% ricorre ancora a documenti scansionati. Sul contenuto delle informazioni, il 96% indica la tipologia del bene, il 93% i dati catastali e il 92% l’ubicazione. Scendono al 69% i Comuni che indicano i concessionari e al 45% quelli che riportano la durata dell’esperienza di riutilizzo. Nel complesso la Sicilia ottiene 49,7 punti su 100 nel ranking della trasparenza, contro una media nazionale di 56,2.








