Sono 50 i Comuni siciliani che ancora non rendono pubblico l'elenco dei beni confiscati che gli sono stati affidati, il 24 per cento del totale. Un numero fortunatamente in calo. È quanto emerge dalla quarta edizione di "RimanDATI", il rapporto nazionale promosso da Libera in collaborazione con il Gruppo Abele, il Dipartimento di Cultura, Politica e Società dell'Università di Torino e con il contributo di Istat.
In generale il report fa emergere come la trasparenza sulla gestione dei beni confiscati nelle amministrazioni comunali italiane compia un netto passo in avanti. Su 1.174 Comuni destinatari di immobili sottratti alle mafie, ben 938 (pari al 79,8%) adempiono oggi all'obbligo di pubblicazione dell'elenco sul proprio sito internet. Soltanto 236 enti (il 20,2%) risultano ancora inadempienti. Di questi, 50 sono in Sicilia.
I COMUNI SICILIANI NEL DETTAGLIO
Sull'Isola sono stati monitorati 208 Comuni, tutti quelli che risultano avere assegnati beni confiscati: 158, cioè il 76 per cento, ha pubblicato sul proprio sito internet l'elenco. Una percentuale in crescita del 14 per cento rispetto alla prima ricognizione. Molto da fare c'è ancora sulla qualità dei dati pubblicati: nel ranking della trasparenza, che misura la facilità di accessibilità e comprensione di quanto reso pubblico, i Comuni siciliani si fermano al 49,50 per cento, sotto la media nazionale del 56 per cento.








