Ancora una volta il futuro dell'ex Ilva passa da un'aula di tribunale.

E ancora una volta la decisione della magistratura cambia i contorni della partita che si stava costruendo attorno allo stabilimento di Taranto.

Questa volta, però, in nome del diritto alla salute.

Un diritto che dal 1990 nel quartiere Tamburi non viene più esercitato.La Corte d'Appello di Milano ha respinto l'istanza con cui i legali di Acciaierie d'Italia e dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria chiedevano ai giudici di fare un passo indietro sullo spegnimento dell'area a caldo dello stabilimento tarantino.

Uno stop che, inevitabilmente, determina la fine della produzione da ciclo integrato e che era stato sentenziato, lo scorso 27 luglio, a fronte di un'accertata presenza di amianto e del mancato rispetto dei limiti sulle emissioni di polveri sottili.