Prendono tempo i giudici chiamati a decidere sull’ultima speranza per l’ex Ilva di Taranto: la Corte d’Appello civile di Milano si riserva di decidere. Stando a quanto riporta l’ANSA, comunque, la decisione è attesa in tempi brevi – forse qualche giorno.
Il 27 luglio scorso la Corte d’Appello di Milano, confermando la decisione di primo grado, aveva disposto il blocco delle attività dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico tarantino entro 90 giorni. A quel punto Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria avevano deciso di adire la Corte di Cassazione con un’istanza di sospensione in via d’urgenza del decreto che disponeva l’arresto. Oggi la decisione della Corte d’Appello civile di riservarsi di decidere.
Ma il tempo stringe, perché se è vero che il decreto che disponeva la chiusura dello stabilimento imponeva il blocco entro il 28 ottobre, la vera data limite che segnerà di fatto le sorti dell’ex Ilva è il 16 settembre perché quel giorno è previsto l’inizio del raffreddamento naturale dell’altoforno, una sorta di punto di non ritorno che provocherebbe “danni gravissimi e irreversibili”. Lo conferma anche l’avvocato Ascanio Amenduni, uno dei legali degli undici cittadini di Taranto che hanno ottenuto lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva: “Penso che i giudici decideranno prima del 15 settembre perché il giorno dopo, da quanto ha spiegato l’impresa, se si spegnerà il bottone delle attività dell’area a caldo non si potrà più tornare indietro”.











