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Francesco Casula

Difficile che la decisione arrivi in fretta: i giudici verosimilmente si ritireranno in camera di consiglio e la decisione sarà comunicata nei prossimi giorni. La speranza dell’azienda è che arrivi una decisione favorevole prima del 16 settembre

Mercoledì 09 Settembre 2026, 09:03

L’ultima battaglia legale sul futuro dell’ex Ilva di Taranto inizierà alle 14,30 nell’aula «T-291» al piano terra del Palazzo di giustizia di Milano. Dinanzi alla Corte d’appello lombarda gli avvocati Giuseppe Lombardi, Luisa Torchia, Marco Annoni, Lazare David Vittone Tassinari, Angelo Raffaele Cassano e Alberto Villa per Ilva in As e Acciaierie d’Italia in As si scontreranno con gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano sulla sospensione del decreto che impone lo stop all’area a caldo disposta dai giudici milanesi lo scorso 27 luglio. Un ultimo round per decidere se gli impianti dello stabilimento ionico dovranno spegnersi oppure se potranno continuare a produrre in attesa che sulla vicenda si esprima la Cassazione. Quella di oggi, sulla carta, è una questione cautelare, ma nei fatti potrebbe sancire la fine dell’eterno nodo salute-lavoro che negli ultimi 14 anni nessun Governo è riuscito a risolvere scaricando sulla magistratura il compito di decidere. Difficile che la decisione arrivi in fretta: i giudici verosimilmente si ritireranno in camera di consiglio e la decisione sarà comunicata nei prossimi giorni. La speranza dell’azienda è che arrivi una decisione favorevole prima del 16 settembre giorno in cui la fase di spegnimento sarà avanzata al punto tale da considerarlo un punto di non ritorno.