Per Taranto c'è una nuova data chiave: il 9 settembre. È il giorno in cui la Corte d'Appello deciderà se sospendere il decreto che impone lo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva a partire dal 25 ottobre.

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Con l'ennesimo scambio di sentenze, appelli e istanze, Acciaierie d'Italia ha intanto giocato d'anticipo, prevedendo un esito negativo per la richiesta di sospensiva del decreto. I capannoni di Taranto hanno fermato gli approvvigionamenti dopo la sentenza del 27 luglio, giorno in cui i giudici milanesi hanno ordinato lo stop agli altoforni. Senza materie prime, l'ultima colata nell'area a caldo è prevista per metà settembre e dal 16 comincerà il processo irreversibile di raffreddamento dell'altoforno.

Perché i giudici hanno ordinato lo stop dell'area a caldo di Taranto

Lo stop è arrivato dopo le istanze dell'associazione Genitori Tarantini, che ha denunciato la presenza nello stabilimento di duemila tonnellate di amianto, materiale cancerogeno concentrato nei cowper degli altoforni. A questo si aggiunge l'emissione di sostanze nocive, in particolare polveri sottili PM10 e PM2,5.