MILANO, 09 SET - La Corte d'Appello civile di Milano, dopo un'udienza di discussione durata circa due ore, si è riservata di decidere sull'istanza, presentata da Acciaierie d'Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria, di sospensione in via d'urgenza dell'esecutività del decreto con cui, lo scorso luglio, i giudici di secondo grado milanesi, confermando in sostanza una decisione di primo grado, hanno disposto il blocco delle attività dell'area a caldo dello stabilimento siderurgico tarantino da mettere in atto entro il 28 ottobre. "Penso che i giudici decideranno prima del 15 settembre perché il giorno dopo, da quanto ha spiegato l'impresa, se si spegnerà il bottone delle attività dell'area a caldo non si potrà più tornare indietro" ha spiegato l'avvocato Ascanio Amenduni, uno dei legali degli undici cittadini di Taranto che hanno ottenuto lo stop dell'area a caldo. I legali degli undici cittadini, tra cui "un bimbo di 12 anni che si è gravemente ammalato", hanno rivendicato, come promotori del procedimento cautelare di azione inibitoria che ha preso il via cinque anni fa, le due decisioni, prima del Tribunale e poi della Corte d'Appello a fine luglio, che per il "diritto alla salute" hanno disposto lo stop dell'area a caldo, da mettere in atto nel giro di tre mesi, entro fine ottobre.
Ex Ilva, Corte si riserva sulla richiesta di 'sospensiva' per l'area a caldo
MILANO, 09 SET - La Corte d'Appello civile di Milano, dopo un'udienza di discussione durata circa due ore, si è riservata di decidere... Scopri di più










