Non lamentiamoci del fascismo alle porte

Michele Magno

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Domenica prossima gli svedesi si recheranno alle urne per rinnovare il Riksdag. È la prima tappa di un tour elettorale che l’anno prossimo attraverserà Francia, Italia, Spagna, Polonia e Grecia. E un dato emerge da tutti i sondaggi: in ciascuno di questi Paesi le forze di destra, in particolare quelle più radicali, hanno un peso crescente. Per altro verso, in Germania altri due appuntamenti ravvicinati diranno molto sull’avanzata di AfD: il 20 settembre si vota nei Lander di Berlino e Meclemburgo-Pomerania.

In Sassonia-Anhalt il cosiddetto cordone sanitario (in tedesco “Brandmauer”, letteralmente “muro tagliafuoco”) forse non consentirà a Ulrich Siegmund di governare. È qui che una misura nata per proteggere la democrazia rischia un’eterogenesi dei fini: impedisce a un partito estremista e filorusso di conquistare il potere, ma gli consegna le chiavi del monopolio dell’opposizione, ampliando il suo consenso già molto alto in tutti i ceti sociali. In altre parole, il cordone sanitario può guadagnare tempo, ma si tratta di un tempo che gioca a favore dell’escluso.