Con la crisi di Ceuta tra Spagna e Marocco non ancora del tutto alle spalle e la vittoria dell’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) in Germania, cresce in Europa, dalla Grecia alla Svezia, la galassia dell’estrema destra islamofoba. In vista del voto del 13 settembre, non mancano però, sul modello dell’ascesa di Abdul el-Sayed alle primarie democratiche in Michigan, negli Stati Uniti, anche piccole iniziative che puntano a sfidare un clima di odio verso i migranti sempre più marcato nel Paese.

Testa a testa

I sondaggi pre-elettorali mostrano un risicato vantaggio per la coalizione di centrosinistra e suggeriscono che i partiti di centrodestra della coalizione, sostenuta anche dai Democratici Svedesi (DS), potrebbero essere sconfitti, nonostante l’ascesa dei partiti di destra in mezza Europa. Ma un sorpasso last-minute dei partiti al governo non si può escludere. E questo rende il clima della campagna elettorale estremamente turbolento e incerto. A scaldare gli animi sono arrivate le dichiarazioni dei leader di centrodestra che hanno promesso ministeri anche per i partiti più radicali. Lo stesso premier, Ulf Kristersson, da mesi aveva assicurato che avrebbe permesso ai Democratici Svedesi di far parte dell’esecutivo in posti ministeriali chiave in caso di una vittoria elettorale. Nonostante i democratici ricoprano un ruolo rilevante nel sostegno che assicurano alla coalizione di governo, hanno concesso all’esecutivo fin qui solo il loro supporto esterno. Secondo Kristersson, ora saranno proprio questi politici a dover ricoprire ruoli nell’esecutivo nei dicasteri dell’“immigrazione e dell’integrazione”.