Al direttore - I tedeschi attendono col fiato sospeso le elezioni che si terranno il 20 settembre nei Länder di Berlino e Meclemburgo-Pomerania. Lo stesso gli svedesi, che esattamente una settimana prima si recheranno alle urne per rinnovare il Parlamento (Riksdag). Si prevede infatti un testa a testa tra la coalizione di centrodestra al governo e il blocco di centrosinistra guidato dai socialdemocratici di Magdalena Andersson. In Svezia vige un sistema proporzionale con voto di preferenza in collegi plurinominali e con una soglia di sbarramento del quattro per cento a livello nazionale. E’ un sistema che ha dato buona prova di sé, garantendo un ragionevole equilibrio tra stabilità e rappresentanza politica. Una curiosità: i 349 parlamentari (il numero dispari non è casuale) non sono posizionati in Aula in base al loro partito. Sono invece raggruppati in base alla circoscrizione in cui sono stati eletti. Si provi a immaginare cosa accadrebbe con questo criterio adottato nell’Aula di Montecitorio (in Svezia c’è una sola Camera). Assisteremmo a spettacoli fantastici.Michele MagnoCuriosità ulteriore. Negli ultimi mesi, Orbán è stato cacciato dall’Ungheria, la Moldavia è rimasta ancorata all’europeismo, l’Olanda ha cacciato dal governo l’estremismo di Wilders, il Portogallo ha chiuso la strada agli estremisti di destra alle presidenziali, in Romania i partiti filorussi non hanno avuto la fortuna che speravano, in Italia il filoputinismo è al 7 per cento e il governo più longevo della storia della Repubblica, sempre in Italia, ha scelto di fare dell’adesione a un europeismo pragmatico un suo tratto identitario. Sì, è vero, l’Islanda ha votato per restare fuori dall’Ue, la Francia potrebbe avere presto, ma vediamo, un governo estremista, in Spagna Vox potrebbe fare il pieno di voti. Però la vittoria inevitabile dell’antieuropeismo, in Europa, è una notizia da monitorare, ma ancora fortemente esagerata.Al direttore - Dice Carlo Fidanza che il cordone sanitario attorno ad AfD rappresenta “un atteggiamento antidemocratico”. Che c’è di antidemocratico in una coalizione di forze politiche che, sommando i loro seggi ottenuti grazie ai voti dei cittadini, si alleano per impedire ai sovranisti tedeschi di governare? Nulla, naturalmente. Se il capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo avesse detto che una strategia di questo tipo è inefficace, persino controproducente, allora sì, si poteva concordare. Anzi, pare ormai assodato. Ma per quale ragione un’alleanza di centrodestra e centrosinistra che ha ottenuto la maggioranza sarebbe antidemocratica? Davvero non si capisce.Luca Rocca
La vittoria dell’antieuropeismo nell’Ue (per ora) è fortemente esagerata
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa












