C’è una parte della vita di Emma Bonino in cui le battaglie per i diritti delle donne e la sua vita privata si intrecciano fino a diventare quasi la stessa cosa.
È negli anni Settanta, quando nella sua casa arrivano Aurora e Rugiada, due bambine che Bonino prese in affido mentre è impegnata nella lotta per la legalizzazione dell’aborto.
A raccontare questa storia era stata la stessa esponente dei radicali.
Le due bambine erano figlie di madri diverse, entrambe in condizioni di fragilità, conosciute da Bonino nell’ambito delle attività del Cisa.
L’affido, concordato e comunicato al Tribunale per i minorenni, non fu un’adozione: le bambine rimasero con Bonino per alcuni anni, prima di tornare nelle famiglie d’origine.










