Il rapporto con l’aborto e con la maternità attraversa tutta l’esperienza politica di Emma Bonino: segnata da una gravidanza interrotta clandestinamente, rivolge tutti i suoi sforzi affinché quel diritto per lei negato possa essere concesso a tutte le donne. L’affido di due bambine, Aurora e Rugiada, che la chiamavano “mamma”, è per lei un momento molto intenso: la fanno sentire “buona, utile, necessaria”.
Emma Bonino è morta oggi all'età di 78 anni. La sua carriera politica si intreccia indissolubilmente alla lotta per il diritto all'aborto. Una battaglia che l'ex ministra, storica leader dei Radicali e fondatrice di +Europa ha abbracciato fin dall'inizio, a partire da una dolorosa storia personale, che l'ha segnata: aveva 27 anni quando ha affrontato un aborto, in un periodo in cui l'interruzione di gravidanza era ancora reato. È anche grazie a lei se l'Italia è arrivata alla legge 194, approvata nel 1978.
Lei stessa ha sempre parlato della sua esperienza, pur nella difficoltà di accennare ai fatti privati per accendere il dibattito nella sfera pubblica. E cosi la sua vicenda personale diventa militanza e impegno civile. Nella profonda convinzione che i diritti civili non possano mai essere separati dai diritti sociali, sono un tutt'uno.










