Emma Bonino è stata una delle protagoniste della storia italiana, rappresentando, insieme ad altri volti dei Radicali, una delle voci della lotta per la depenalizzazione dell’aborto. Dall’esperienza personale a Firenze fino all’arresto nel 1975, Bonino è sempre stata al fianco dei movimenti femministi. Un legame che non si è interrotto nei decenni successivi, soprattutto sul tema dell’interruzione volontaria di gravidanza e su una legge, la 194, approvata sì, ma con compromessi che ancora oggi sono oggetto di critica nelle strade e nelle Aule.

Emma Bonino: il legame con la battaglia per l'aborto

L'arresto nel 1975

Approvazione della Legge 194 ad aprile 1978

Emma Bonino: il legame con la battaglia per l’abortoNel 1974 Emma Bonino si ritrovò a chiedere ad amiche e colleghe come poter abortire. Non c’era un modo legale per farlo, non era un diritto riconosciuto. Per poter scegliere sul proprio corpo, si ritrovò a viaggiare verso Firenze, alla ricerca del nome di quel medico che le donne si passavano a voce. Fu al ritorno da quell’esperienza che si disse: “Mai più nessuna deve vivere questa vergogna”.Emma Bonino è stata protagonista di uno dei passaggi più importanti della storia italiana: la conquista del diritto all’aborto con la Legge 194. Un volto, tra i tanti che hanno partecipato alla mobilitazione, che aveva come base solida il movimento femminista, già battutosi per il divorzio.ANSAUna legge sudata, arrivata dopo anni di battaglie in strada, iniziative dirette, referendum, scontri e dibattiti. Bonino, nel programma Ossi di Seppia, spiegò che si arrivò alla legge perché si ritenne preferibile un compromesso piuttosto che uno scontro culturale aperto nelle piazze mentre si stava costruendo il “compromesso storico”.L’arresto nel 1975Fu proprio la scoperta della clinica per abortire, pubblicata da un giornale, a innescare una serie di eventi che portarono all’arresto di Emma Bonino. Dopo essere fuggita a Parigi con Adele Faccio, militante femminista e libertaria, fu richiamata a Roma da Marco Pannella. Contro di lei c’era un mandato di cattura.Pannella, sul palco del Teatro Adriano, chiese al questore di leggere il mandato: “Associazione a delinquere, procurato aborto”. Le stesse accuse rivolte a Bonino e a Gianfranco Spadaccia, che in quel momento si trovava già in carcere.