«Se tutto continua come abbiamo visto nelle ultime ore gli italiani avranno la possibilità di scegliere la coalizione, il premier, il programma, il parlamentare quando andranno a votare nelle prossime elezioni politiche e io sono fiera che questo lo abbia fatto il centrodestra». La premier Giorgia Meloni ha descritto così l’introduzione delle preferenze all’interno della nuova legge elettorale. Ma davvero gli italiani avranno tutte questa possibilità.
Non esattamente. È vero, l’elettore potrà dare tre preferenze a partire dal secondo della lista seguendo un’alternanza di genere, con il capolista che rimarrà invece bloccato e scelto dai partiti. Ma facendo una prima stima dei numeri e guardando alle dinamiche che il Melonellum innescherà, l’effetto sembra tutt’altro che rivoluzionario.
Stando agli ultimi sondaggi politici, chi potrà eleggere maggiormente i propri parlamentari tramite le preferenze sono FdI e Pd. Il motivo è semplice: i capilista sono bloccati e serviranno moltissimi voti per assegnare i seggi agli altri candidati (che comunque saranno massimo cinque). Servirà una mobilitazione nazionale per raccogliere voti in quanti più collegi possibile e non tutti i partiti hanno questa forza.









