"Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di FdI". Così ha festeggiato Giorgia Meloni su X, poche ore dopo il voto che ha segnato una vittoria per la coalizione di centrodestra.
La replica dell’opposizione non si è fatta attendere. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a margine della Festa dell’Unità di Reggio Emilia ha attaccato duramente il governo sulla questione preferenze: "La maggioranza dei parlamentari sarà eletta con lista bloccata con questa legge, che è una legge incostituzionale e che continueremo a contrastare, su cui insieme alle altre opposizioni faremo muro". Per il Presidente del movimento cinque stelle, Antonio Conte, che ha parlato tramite Facebook: "Siamo al teatrino più sfacciato, alla messinscena più truffaldina".
Ma di cosa si sta parlando, esattamente? In Parlamento vanno avanti ormai da mesi le discussioni sulla nuova legge elettorale proposta da Meloni e dalla sua coalizione di governo. La riforma non è ancora realtà: il voto finale al Senato arriverà entro il 15 settembre e se il testo sarà modificato, tornerà poi alla Camera per la terza lettura, a partire da lunedì 28 settembre.










