Domenica 7 settembre 2026 l’Alternative für Deutschland conquista il 43,8% dei voti in Sassonia-Anhalt, il suo miglior risultato di sempre in un’elezione regionale tedesca. Due giorni dopo Donald Trump lo commenta su Truth Social elogiando la fine delle regole tedesche sull’immigrazione, e chiude il post con un acronimo privo di ambiguità: “MGGA!!!”, calco di “Make Germany Great Again” sul proprio slogan. Non è un’uscita estemporanea. La Strategia di sicurezza nazionale della Casa Bianca, pubblicata il 5 dicembre 2025, indica nei “partiti patriottici europei” — il Rassemblement National, il Reform britannico, la stessa AfD — gli alleati naturali di Washington, e fissa fra i propri obiettivi quello di “coltivare la resistenza alla traiettoria attuale dell’Europa all’interno delle nazioni europee”, descrivendo l’Unione come una minaccia alla sovranità dei suoi stessi Stati membri.

Divide et impera: raramente una strategia di potere è stata scritta con altrettanta chiarezza in un documento ufficiale. Una superpotenza alleata dichiara, in un atto formale sottoposto al Congresso, di voler indebolire dall’interno un’unione di ventisette Stati, sostenendo i partiti che ne chiedono lo smantellamento. Bisognerebbe essere ciechi per non vederlo, eppure gran parte delle classi dirigenti europee sembra riuscirci: registra la strategia, la commenta nei corridoi di Bruxelles, e si comporta come se non esistesse.