L’Emilia-Romagna “grazia” i diesel euro 5, sospendendo il blocco strutturale che sarebbe dovuto scattare il 1° ottobre prossimo, mettendo in campo “misure alternative compensative come previsto dalla legge nazionale”. Per evitare “una limitazione che coinvolgerebbe circa 90mila veicoli” nei nove Comuni sopra i 100mila abitanti la Regione, al lavoro da tempo, ha individuato “soluzioni compensative e misurabili” che consentano una “riduzione delle emissioni equivalente o superiore a quella prevista con la limitazione strutturale dei diesel euro. Sono tre interventi, due dei quali avranno un ambito terriotriale più ampio (Comuni delle zone di Pianura est, Pianura ovest e dell’agglomerato di Bologna).

La prima riguarda il riscaldamento civile: dalla prossima stagione termica l’accensione degli impianti sarà posticipata al 1° novembre. Per i Comuni ricadenti nella zona climatica E, dove attualmente l’avvio è previsto dal 15 ottobre, il periodo di accensione sarà quindi ridotto di quindici giorni; per Forlì e Forlimpopoli, appartenenti alla zona climatica D, l’avvio è già previsto al 1° novembre. La misura riguarda anche gli impianti alimentati a biomassa, ferme restando le esclusioni previste dalla normativa per strutture quali ospedali, strutture assistenziali e scuole. Ma i sindaci, “in caso di comprovate esigenze, legate ad esempio a particolari condizioni meteolorogiche”, potranno comunque “modificare con propria ordinanza i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di attivazione degli impianti termici, e stabilire riduzioni della temperatura ambiente massima consentita nei centri abitati o nei singoli immobili”.