(Arv) Venezia, 11 settembre 2026Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto), in occasione del 25esimo anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle di New York, è intervenuto sul tema: ‘La Forza della Ragione: il rapporto fra Occidente e Islam’, assieme al professor. Daniele Trabucco, docente di Diritto costituzionale. “Oggi ricordiamo un evento di notevole impatto sulla storia recente dell’umanità: l’11 settembre 2001, con l'attentato alle Torri Gemelle di New York – ha affermato il consigliere regionale Davide Lovat nell’introdurre il dibattito - Una data che ha precedenti storici importanti: l’11 e il 12 settembre del 1683 si consumò il grande assalto a Vienna da parte dell’Impero ottomano. Vienna, allora, era considerata la capitale dell’Occidente. Secondo una lettura simbolica della storia, proprio la data dell’11 settembre sarebbe stata poi scelta dai fondamentalisti che organizzarono gli attentati alle Torri Gemelle per evocare l’idea di un attacco alla nuova capitale dell’Occidente, New York, quasi a voler riprendere da dove ci si era fermati. Ma il 12 settembre è anche la data in cui Papa Benedetto XVI tenne il celebre discorso di Ratisbona, un testo che oggi, superate le polemiche politiche che lo accompagnarono, meriterebbe di essere recuperato e riletto come una sorta di testo di riferimento. Perché, in quel discorso, Benedetto XVI indicava una possibile strada per costruire un dialogo duraturo, sincero e serio, capace di favorire una convivenza positiva e feconda. Su quale fondamento? Sul dialogo tra fede e ragione.”“‘La Forza della ragione’, il titolo di questa conferenza stampa, è tratto dal secondo libro di Oriana Fallaci che, nell’affrontare il possibile scontro tra civiltà occidentale e Islam, mise sul tavolo i capisaldi della civiltà occidentale, affrontati con un approccio laico – ha spiegato poi Lovat - Ma oggi, da teologo e politologo, mi accorgo che non sono stati fatti passi avanti nella conoscenza. Ci sono delle aporie nel rapporto con l’Islam che vanno affrontate e non nascoste. Bisogna partire dalla verità e, da lì, provare a costruire un mondo che sia veramente la casa di tutti. Quindi, se vogliamo dare vita a una società aperta e democratica, dobbiamo esercitare la forza della ragione.”“Finora, abbiamo guardato all’Islam con gli occhi del Cristianesimo – ha osservato il consigliere regionale – In realtà, l’altro da me e veramente ‘altro da me’. Il nostro è un Dio trinitario, molto diverso da quello dell’Islam. Noi cattolici viviamo la dimensione dell’appartenenza alla Chiesa, mentre nell’Islam non esiste una istituzione religiosa: gli islamici sono tutti laici. Nel mondo musulmano non c’è distinzione tra dimensione religiosa e laica: per loro, la legge religiosa diventa anche norma civile. Davanti a una così profonda diversità con l’Islam, siamo chiamati a trovare uno spazio comune. Ma dobbiamo superare ostacoli/problemi che ho raggruppato in sei aree: sovranità popolare contro sovranità divina; carattere laico delle istituzioni; uguaglianza davanti alla legge, se non altro tra maschi e femmine; l’appartenenza religiosa (l’Islam discrimina i non musulmani); la libertà religiosa che per noi è un principio costituzionale, mentre nel mondo islamico non è ammessa; la libertà di espressione, che per noi è un principio, mentre nel mondo islamico non è ammessa alcuna critica a Maometto e ogni musulmano è chiamato a fare giustizia.” Il professor. Daniele Trabucco, nel suo intervento, ha affrontato, sotto l’aspetto costituzionale, “il rapporto tra Occidente, che sta vivendo una fase di declino, di tramonto del pensiero, con l’affermazione dell’indifferentismo, e l’Islam, un gruppo religioso che ha una propria struttura e organizzazione e che cerca di rapportarsi con l’ordinamento italiano. Chiarisco che l’Islam, così come tutte le altre confessioni religiose, gode della massima tutela costituzionale prevista, quella della libertà religiosa. Ai singoli e ai gruppi è riconosciuta la possibilità di professare e diffondere il proprio credo, sia privatamente sia in luoghi pubblici. Se, invece, dalla sfera individuale si passa a quella associativa, entra in gioco l’articolo 8 della Costituzione, inserito tra i principi fondamentali, che prevede la possibilità di disciplinare i rapporti tra le confessioni religiose e lo Stato attraverso un’intesa. Questo è possibile, ma presenta alcuni problemi di fondo. In primis, quello di individuare una realtà in grado di rappresentare, almeno unitariamente, il mondo islamico, che è una realtà estremamente complessa, eterogenea e variegata. Inoltre, è necessario confrontarsi con alcuni istituti del diritto civile, penso soprattutto al diritto di famiglia e al diritto successorio, oltre che con alcuni profili del diritto penale, che possono porre problemi di compatibilità con l’ordinamento italiano e con un sistema liberal-democratico e rappresentativo. Anche questo, quindi, potrebbe rendere complessa la definizione di un’intesa.”“Credo che si debba partire da una riflessione alta, anche di carattere teorico, recuperando il valore del diritto naturale e, quindi, il rispetto della persona, della dignità e dell’identità delle comunità – ha concluso il professor. Daniele Trabucco - Sono questi, a mio avviso, i capisaldi dai quali non si può che partire. Ricordo che il compito della Politica e della Legge è custodire il bene pubblico politico, ovvero quell’ordine minimo di giustizia in assenza del quale qualunque ordinamento si dissolve. Ci sono degli evidenti problemi di compatibilità normativa tra Occidente e Islam e mi chiedo che cosa accadrà quando una volontà legislativa prevarrà sull’altra.” La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO