Dalla liberazione del corpo donne alle grandi campagne internazionali: il ritratto della leader radicale e pioniera delle libertà civili Emma Bonino

Battaglie è la parola che più naturalmente si associa a Emma Bonino, la leader radicale scomparsa questa mattina all’età di 78 anni per complicanze connesse a una malattia polmonare che l’affliggeva dal 2015.

LA LIBERAZIONE DEI CORPI DELLE DONNE

La prima battaglia che ha intrecciato la vita politica di Emma Bonino è quella per la liberazione dei corpi delle donne. Nel 1973 è tra i fondatori del Cisa, il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto. “Negli anni ‘70 – racconta Emma Bonino nel suo libro – le donne avevano solo due modi per fare un’interruzione di gravidanza: ricorrere ai “cucchiai d’oro”, ovvero medici che facevano pagare cara la loro prestazione, oppure rivolgersi alle “mammane”, signore che praticavano aborti con sistemi artigianali, che spesso portavano a setticemie quando non alla morte”.

In seguito, Emma Bonino si auto denunciò per procurato aborto segno di una lotta politica fatta con il suo corpo che nel 1976, a soli 28 anni, la porta in Parlamento sotto le insegne del Partito Radicale accanto all’amico fraterno e compagno di lotta Marco Pannella.