Radicale, laica, femminista, combattente. Da sempre in prima linea per i diritti umani e civili. In politica per mezzo secolo. Emma Bonino è morta oggi a Roma, a 78 anni, dopo anni di lotta contro una lunga malattia.
Era stata ricoverata in ospedale, presso il Santo Spirito di Roma, il 7 settembre e ieri era stata trasferita in una struttura privata: la situazione restava però «delicata».
La storia di Emma Bonino inizia con la battaglia per il diritto all’interruzione di gravidanza, per cui - poco più che ventenne - si autoaccusa del reato di procurato aborto.
La battaglie che conduce, sempre in prima linea, la portano a farsi arrestare, a mettere a repentaglio la sua salute per scioperi prolungati della fame e della sete, ma anche ad entrare in tutte le istituzioni e ad essere in predicato, più volte, per la presidenza della Repubblica.
Negli anni - tra le altre cose - diventa vicepresidente del Senato, commissaria europea, ministra del Commercio internazionale e delle politiche Ue nel Prodi II e ministra degli Esteri nel governo Letta.










