VENETO - Nell'accesso agli alloggi pubblici, priorità agli operatori sanitari e sociosanitari, alle giovani coppie, alle famiglie non abbastanza "povere" per un'abitazione Ater e non sufficientemente "ricche" per il libero mercato. Prende corpo il progetto della giunta Stefani, basato su una rimodulazione del Fondo europeo di sviluppo regionale, attraverso un investimento di 50 milioni: 25 per la riqualificazione delle case popolari destinate ai nuclei indigenti e 25 per queste nuove formule di social housing. Ieri nella commissione Urbanistica di Palazzo Ferro Fini è approdata, per il parere dei consiglieri, la delibera che fissa criteri e requisiti per la destinazione delle risorse agli interventi sul patrimonio immobiliare.
Case Ater in Veneto, contributi per la riqualificazione
Potranno beneficiare dei contributi gli enti pubblici come Comuni, Ater, Aziende speciali istituite dai municipi nel settore dell'Edilizia residenziale pubblica, Ipab, Ulss. Le operazioni finanziabili dovranno riguardare la riqualificazione degli immobili sfitti alla data del 25 luglio 2026, giorno in cui è entrata in vigore la legge regionale in materia. «Il recupero viene precisato deve essere condotto utilizzando anche tecniche progettuali e costruttive rivolte a favorire il risparmio e l'efficientamento energetico, utilizzando materiali e tecnologie necessarie per migliorare lo status energetico degli alloggi fino al raggiungimento del miglior standard disponibile per la tipologia di edifici interessati dall'intervento».








