VENEZIA - ​Altri 12 milioni di euro per l’abbattimento delle liste d’attesa in Veneto, con un’attenzione particolare all’accelerazione delle visite ambulatoriali rivolte ai pazienti cronici, ai cittadini più fragili e alle persone affette da patologie di maggiore complessità. Lo ha annunciato il governatore Alberto Stefani, anticipando la delibera che sarà portata oggi in giunta, nella seduta a Baone, in provincia di Padova. «Ridurre le liste d’attesa e garantire ai cittadini, in particolare ai più fragili, un accesso sempre più rapido alle cure è uno degli impegni che abbiamo assunto nel nostro programma di governo e che continuiamo a considerare una priorità assoluta - ha detto il presidente Stefani -. La sanità è il primo investimento che una Regione deve fare: significa dare risposte concrete alle persone, sostenere le famiglie e assicurare un sistema capace di prendersi cura di chi ha maggior bisogno. Per questo la Giunta regionale ha deciso di intervenire con nuove risorse per accelerare le prestazioni sanitarie e rafforzare ulteriormente la qualità del servizio sanitario veneto».

Come sono stati trovati i soldi? «Il Veneto - ha detto l’assessore al Bilancio Filippo Giacinti - grazie al superamento del Fondo anticipazioni di liquidità, registra nel Rendiconto generale 2025 una quota di avanzo di amministrazione non vincolata. Questa nuova condizione, oltre ai 12 milioni, consente alla Regione di valutare, in occasione della variazione generale di Bilancio prevista per settembre, l’eventuale destinazione di ulteriori risorse straordinarie per sostenere ulteriormente il percorso di riduzione delle liste d’attesa ospedaliere». La giunta ha poi disposto lo stanziamento di 32.182.300 euro per interventi di investimento che permetteranno di rafforzare strutture, tecnologie e dotazioni sanitarie sul territorio, tipo Tac, risonanze magnetiche e Pet. Ha aggiunto l’assessore alla Sanità Gino Gerosa: «Ancor più importante per i pazienti con patologie croniche è una presa in cura che si declina con la capacità di organizzare le visite di controllo in automatico da parte del centro prescrittore: il paziente non dovrà più preoccuparsi di dover prenotare i controlli successivi. Questo per una presa in cura efficace che accompagni il paziente lungo tutta la traiettoria di cura».Liste d'attesa negli ospedali, in Regione nuovi fondi per 12 milioni LE OBIEZIONI I dati dicono che nei primi cinque mesi del 2026 - come mostra la tabella qui a lato - la situazione è migliorata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: ad esempio, per le visite urgenti si è passati dal 99,1% al 99,6% dei tempi rispettati per le prime visite. L’opposizione, però, obietta. «Ci sono situazioni che i pazienti vivono e raccontano un'altra realtà, fatta di attese, rinunce a curarsi e decisioni forzate di rivolgersi al privato, ovviamente per chi può - dice la dem Chiara Luisetto, vicepresidente della Quinta commissione -. Ad esempio: si chiama il Cup per prenotare una visita, non c'è posto e ci si sente dire che si verrà richiamati. Ebbene, se il Cup non annota il codice dell'impegnativa, si aspetta, ma non si rientra nel conteggio delle liste d'attesa. E lo stesso vale se si rinuncia perché la prestazione è proposta in un ospedale troppo lontano». «Nessun giochino - dice il direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione, Giancarlo Ruscitti -. I dati sulla diminuzione delle liste d’attesa sono di Agenas e sono completi: c’è la registrazione delle richieste, la registrazione della risposta alle richieste, la registrazione dell’esecuzione delle prestazioni. Nessun giochino».