VENEZIA - Bordata numero uno: «Se va avanti così, non saremo più in grado di soddisfare le richieste che arrivano dai pazienti con il ticket, tempo un mese e avremo esaurito il budget». Bordata numero due: «Dicono che le liste d’attesa sono praticamente cancellate? A noi non risulta proprio, abbiamo ben altri numeri». Parla Vittorio Morello, presidente dallo scorso aprile della sezione veneta dell’Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata. «Sono succeduto al compianto ragionier Giuseppe Puntin, una grande persona, un grande punto di riferimento per la sanità privata». L’Aiop conta oltre 500 strutture ospedaliere in tutta Italia, di cui 23 in Veneto (più 14 Rsa), dal Pederzoli di Peschiera del Garda al Policlinico San Marco di Mestre. C’è anche un’altra associazione del privato accreditato ed è l’Aris, quella degli istituti religiosi. La premessa è che le strutture private, per le prestazioni erogate, sono pagate dalla Regione attraverso le Ulss. Il cittadino paga solo il ticket.

Presidente Morello, c’è chi dice che la Regione in questi anni via abbia privilegiato.

«Mi pare difficile visto che abbiamo solo il 18% del totale dei posti letto del sistema sanitario regionale. Però mi lasci dire che i pazienti che vengono in Veneto da altre regioni per farsi curare, per il 55% sono da noi. Il Veneto è terzo, dopo Emilia-Romagna e Lombardia, per attrattività, ma senza di noi il Veneto sarebbe a mobilità passiva».