Appuntamenti ben oltre la scadenza dell’impegnativa del medico di base e pazienti costretti a rivolgersi al privato, arrivano i primi rimborsi a chi si è fatto visitare in strutture dell’Usl, in regime di intramoenia, ossia in libera professione. È l’azienda sociosanitaria del Trevigiano a fare da apripista in Veneto con 49 prestazioni indennizzate su 933 richieste ricevute negli ultimi quindici mesi. Si tratta dell’applicazione delle indicazioni di Palazzo Balbi che un anno fa, sotto forma di una circolare inviata a tutte le Usl della regione, ha invitato le aziende ad applicare una legge — la 124 del 1998 — che pochi, forse, conoscono. «Qualora l’attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato per le liste di priorità — recita l’articolo 13 — l’assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria, ponendo a carico dell’azienda sanitaria la differenza tra il costo della prestazione privata e il ticket pagato».