Liste d’attesa, il Veneto migliora le sue prestazioni per prime visite ed esami diagnostici, superando anche il trend nazionale.

La fotografia la scatta l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). In particolare per le prime visite, nel primo semestre 2025, la nostra regione è passata dal 90,4% di appuntamenti rispettosi dei tempi indicati nelle prescrizioni al 91,5% nello stesso periodo del 2026.

Anche con gli esami diagnostici siamo andati bene: dal 96,2 al 97,1. Quanto alle diverse priorità, nelle prime visite migliorano le prestazioni urgenti (U) che passano dal 99,2% al 99,6%, quelle in differita (D) dall'87,1 all'88,1 e quelle programmate (P) dal 94,2 al 96,6. In lieve calo quelle con priorità breve (B), cioè entro i 10 giorni, che passano dal 92,3% nel 2025 al 92,1% nei primi sei mesi dell’anno.

A livello nazionale, le prenotazioni sono passate da 13,3 milioni del primo semestre 2025 a 14,9 milioni del 2026 di cui poco più di 30 mila erogate oltre i tempi richiesti nella ricetta. Ottimo il feedback oncologico: le prime visite di pazienti con il tumore hanno la più alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia, il 95,2% (+1% rispetto allo scorso anno).

C’è però chi, rispetto ai dati del Veneto, solleva dubbi e perplessità. «Agenas dipinge una realtà virtuale che non corrisponde minimamente alla quotidianità vissuta dai cittadini», commenta la veronese Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Pd e componente della Commissione Sanità, «quel +1% nelle percentuali di rispetto dei tempi in realtà gira le spalle a una verità scomoda: quei numeri ignorano del tutto l'enorme sommerso che abbiamo portato alla luce con la nostra richiesta di accesso agli atti». E spiega: