VENEZIA - Il Friuli Venezia Giulia, con l’Ordine delle professioni infermieristiche di Pordenone, ha già lanciato l’allarme: occhio, che il Veneto offrendo case a canoni calmierati ci “ruba” gli infermieri. In Emilia-Romagna sono già passati alle vie di fatto: affitti accessibili a lavoratori e lavoratrici a basso reddito. La differenza tra l’Emilia-Romagna e il Veneto è che lì faranno case popolari, i cosiddetti alloggi di Edilizia residenziale popolare, e qui, con il neo governatore Alberto Stefani, si punta sui progetti di “social housing”. Annuncio che ha fatto drizzare le antenne all’opposizione: «Così portate via case a chi ne ha più bisogno», ha tuonato Avs con la consigliera regionale Elena Ostanel. Epperò il Veneto va avanti.
Nell’ultima riunione della giunta regionale è passata la delibera sui fondi per gli alloggi pubblici, sono 50 milioni di euro. E la decisione politica è di cominciare dai progetti di social housing, privilegiando alcune categorie di lavoratori. C’è bisogno di infermieri e di Oss, i cosiddetti operatori socio-sanitari? Gente che magari abita a Rovigo o a Vicenza, ma verrebbe volentieri a lavorare a Padova o a Venezia, ma dove gli affitti costano un botto? Ecco che la Regione ti aiuta: affitti a canone calmierato. E non solo per il personale socio-sanitario, anche per tutte le altre categorie di lavoratori, come ad esempio gli insegnanti, di cui si è comunque in affanno. Il governatore Alberto Stefani ai suoi assessori l’ha spiegato: personale socio-sanitario, certo, ma anche giovani coppie e precari di tutti i settori lavorativi di cui il Veneto ha bisogno.







