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Ultimo aggiornamento: 7:50
Che in Italia siamo di fronte ad un passaggio epocale e che potrebbe generare frutti avvelenati nel campo del diritto all’abitare lo dicono una serie di proposte, atti ed interventi urbanistici che vengono fatti passare sotto le parole “interesse pubblico”, ma che in realtà rappresentano una vera e propria appropriazione da parte di privati, costruttori e finanza immobiliare, di porzioni di città con un grande interesse a mettere le mani sul patrimonio immobiliare pubblico.
Così c’è chi si fa avanti e non a caso in periodo di elezioni regionali propone forme e programmi sull’abitare che solo apparentemente appaiono come risposta sociale alla precarietà abitativa.
Per esempio l’Ance del Veneto nei giorni scorsi, quasi in sordina, ha proposto – a suo dire – una soluzione per garantire l’accesso alla casa a canoni accessibili tramite comunità abitative per favorire, soprattutto, le giovani coppie e coloro che dispongono di un solo reddito.






